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Se non migliora il controllo della frontiera europea esterna e non si riesce a fermare l'ondata dei migranti, la situazione può finire fuori controllo e un fallimento del genere potrebbe mettere in dubbio le fondamenta dell'Ue.

È il senso della dichiarazione approvata dai partecipanti all'odierno summit dei Paesi V4 (Repubblica ceca, Slovacchia, Polonia, Ungheria) riuniti assieme a Macedonia e Bulgaria a Praga.

I partecipanti al summit hanno convenuto sul pieno appoggio alla soluzione comune europea della crisi e hanno sottolineato il ruolo chiave della Turchia e della Grecia nel controllo della migrazione. Nel contempo sono favorevoli a una soluzione alternativa - il cosiddetto piano B - nel caso in cui Turchia e Grecia non riuscissero a soddisfare le aspettative

"Uno sviluppo del genere minaccerebbe i pilastri fondamentali dell'integrazione europea, soprattutto Schengen e la libera circolazione delle persone. Il fallimento in questo campo potrebbe mettere in dubbio le fondamenta dell'Ue e avrebbe gravi impatti negativi economici, sociali e altri", si constata nel documento.

L'impatto negativo si rifletterebbe anche nella sicurezza e nella stabilità dei Balcani. I partecipanti hanno constatato che se la collaborazione con la Turchia non soddisfa le aspettative, dovrà essere pronto per immediata applicazione un piano alternativo. La concretizzazione di questo piano dovrebbe essere oggetto delle trattative della Commissione europea a marzo.

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SDA-ATS