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Miliardario russo fa causa alla ex Naomi Campbell

La top model Naomi Campbell. KEYSTONE/EPA/ANDREW COWIE sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 05 settembre 2020 - 17:51
(Keystone-ATS)

Nuova grana per Naomi Campbell che, dopo anni turbolenti trascorsi fra tribunali e centri di recupero per alcol e droga, sembrava aver trovato pace.

Invece a sette anni dalla loro separazione a trascinarla davanti a un giudice è il suo ex fidanzato, il miliardario russo Vladislav Doronin, che le fa causa e chiede che gli vengano restituiti i soldi che le aveva prestato ma anche beni per 3 milioni di dollari che l'ex top model si è tenuta.

La 'venera nera' e Doronin sono stati fidanzati per cinque anni, dal 2008 al 2013, e molti pensavano che si sarebbero sposati. Il tycoon russo era solito viziarla con regali milionari, vacanze extra lusso - inclusa una permanenza nella suite presidenziale al Ritz Carlton di Mosca che costa 13'300 dollari a notte - una casa a forma di 'Occhio di Horus' sull'isola di Cleopatra in Turchia, passando per un abito di Zac Posen da 34'500 dollari.

Ora però Doronin, amico stretto di Leonardo DiCaprio, le presenta un conto milionario: vuole indietro il prestito che le aveva concesso durante la loro relazione, il cui ammontare non è ancora chiaro. E rivuole anche i suoi beni personali che Campbell non gli avrebbe finora restituito.

La causa appare più come una 'vendetta' perché a Doronin non servono soldi. Il tycoon è infatti proprietario del gruppo Aman Resorts International, una catena di alberghi extra lusso dove in media ogni ospite è 'curato' da quattro membri dello staff. Doronin è anche il fondatore di Capital Group e amministratore delegato di Oko Group, società che sviluppa progetti immobiliari ed è attiva soprattutto a New York e Miami.

Per l'ex top model, che da poco si sarebbe lasciata con la sua ultima fiamma Skepta, si tratta di un colpo in un periodo di calma.

Nota per il suo temperamento forte, la 'venera nera' ha avuto diverse grane giudiziarie in passato. È stata condannata quattro volte per aggressione dopo essere stata accusata 11 volte di gesti violenti contro alcuni dei suoi dipendenti e altre persone.

Nel 2008 si è dichiarata colpevole di aver aggredito due agenti di polizia all'aeroporto Heathrow di Londra in seguito alla discussione su un bagaglio perso: era stata condannata a 200 ore di servizi sociali e le è stato imposto un divieto a vita sui voli della British Airways.

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