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I quattro ministri degli esteri dei Paesi germanofoni - Svizzera, Germania, Austria e Liechtenstein - nel loro consueto incontro annuale svoltosi a Neuchâtel, hanno adottato una dichiarazione.

Essa prevede una più intensa cooperazione nel quadro dell’OSCE e deciso di rafforzare la collaborazione nella formazione professionale e nella promozione della lingua tedesca.

Lo rende noto un comunicato del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). La dichiarazione è centrata su quattro punti: impegno per risolvere la crisi ucraina; rafforzamento della capacità di agire dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa; dibattito sul futuro della sicurezza nel Vecchio continente; rafforzamento della connessione economica nell'area OSCE.

Il rafforzamento della sicurezza e della pace in Europa e nel mondo - scrive il DFAE - rientrano tra le priorità della politica estera svizzera. La presidenza dell'OSCE, che la Svizzera ha assunto nel 2014, spetterà nel 2016 alla Germania e nel 2017 all'Austria.

I colloqui si sono incentrati anche sulle relazioni tra Berna e Bruxelles. In tale contesto, rileva ancora il DFAE, è importante che gli Stati confinanti con la Svizzera siano maggiormente coinvolti nelle discussioni in corso circa una migliore gestione della migrazione e lo sviluppo della via bilaterale: gli interessi dei Paesi limitrofi in ambito di politica economica e migratoria sono infatti spesso uguali a quelli della Svizzera.

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SDA-ATS