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ZURIGO - Rainer Brüderle, ministro tedesco dell'economia, attacca di nuovo il segreto bancario: non considera che il prelievo anonimo alla fonte su averi di suoi concittadini su conti svizzeri sia una soluzione.
Un trasferimento isolato di soldi senza informazioni ha l'effetto di uno scambio di indulgenze, ha detto Brüderle all'ATS a margine dell'assemblea odierna della Camera di commercio Germania-Svizzera. Il fisco tedesco deve avere la possibilità di controllare. Deve poter sapere chi è il cliente della banca e quali somme detiene, ha affermato il ministro riguardo alla proposta di un'imposta liberatoria avanzata dall'Associazione svizzera dei banchieri.
Brüderle non prende in considerazione nemmeno un'amnistia fiscale: è già stata tentata dal governo precedente e non ha avuto praticamente effetti. Sono rientrati solo importi minimi, ha osservato.
I due paesi hanno raggiunto a fine marzo un'intesa su una nuova convenzione di doppia imposizione che contempla anche l'assistenza amministrativa in casi di evasione fiscale. Essa è però applicabile solo a casi nuovi e non ai fondi neri tedeschi che da anni si trovano sui conti elvetici. Per tali conti occorre trovare una soluzione. Un gruppo di lavoro comune è stato incaricato di tale dossier.
Nel suo discorso alla Camera di commercio, il ministro tedesco ha d'altro canto affermato che dopo i numerose contrasti del passato ora le relazioni tra i due paesi sono ritornate alla normalità.

SDA-ATS