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Il ministro francese dell'economia e delle finanze, Pierre Moscovici, ha avvertito oggi gli evasori fiscali titolari di un conto in Svizzera, "che non ci sarà anonimato", né "amnistie", né "accomodamenti" nei loro confronti.

In un'intervista rilasciata nei giorni scorsi alla televisione della Svizzera romanda e diffusa oggi, Moscovici - rivolgendosi ai francesi detentori di conti non dichiarati - ha affermato che è stata predisposta una procedura "trasparente", con "sanzioni conosciute", che permette di regolarizzare la loro situazione.

La procedura "non è anonima", ha aggiunto, "ma non per questo è pubblica". Il movimento in direzione della regolarizzazione, secondo Moscovici, ha preso slancio ultimamente: "da circa 35 casi al mese si è passati a 95 ed è possibile un'ulteriore accelerazione".

Il ministro francese ha anche parlato della nuova convenzione sulle successioni tra Francia e Svizzera, firmata giovedì scorso a Parigi, spiegando che si tratta di "un passo sulla via dello scambio automatico di informazioni", e quindi della fine del segreto bancario.

Moscovici ha precisato che la Francia non è gelosa del successo economico della Svizzera e che comunque la Confederazione non è un bersaglio da colpire. "La Svizzera è un paese confinante, che ha una democrazia particolare, ma che non può rimanere in disparte dal mondo". "Auspico una Svizzera sempre più europea", ha concluso.

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SDA-ATS