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Minneapolis: proteste pacifiche in molte città Usa

Continuano le proteste negli USA KEYSTONE/AP/Cory Morse sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 04 giugno 2020 - 07:24
(Keystone-ATS)

Manifestazioni pacifiche si sono svolte nelle principali città americane dopo che la procura generale del Minnesota ha aggravato l'imputazione per l'ex agente Derek Chauvin da omicidio colposo a omicidio volontario per la morte di George Floyd.

La procura ha pure ordinato l'arresto dei tre colleghi di Chavin, che ora si trovano tutti in carcere. Oggi si svolgeranno i funerali di Floyd e sarà presente anche Joe Biden, candidato democratico alla Casa Bianca.

Nella notte sono proseguite intanto le proteste. A New York 90 persone sono state arrestate stanotte, riferisce la polizia locale, precisando che le manifestazioni sono state relativamente calme e senza saccheggi.

La Casa Bianca è stata nuovamente blindata dalla polizia militare e dalle forze dell'ordine di varie agenzie federali mentre migliaia di persone si sono radunate nella capitale per protestare. Un dirigente del Pentagono ha riferito che ci sono almeno 2200 uomini della Guardia nazionale. In precedenza centinaia di dimostranti si erano stesi a terra lungo Pennsylvania Avenue ripetendo "non posso respirare", la frase pronunciata da Floyd prima di morire soffocato da un poliziotto.

Il capo del Pentagono Mark Esper ha preso le distanze da Donald Trump sull'uso dell'esercito contro i manifestanti e il suo precedessore ha sferrato un durissimo attacco al presidente. "Donald Trump è il primo presidente nella mia vita che non tenta di unire il popolo americano, neppure finge di tentare. Invece tenta di dividerci", ha detto James Mattis. "Siamo testimoni - ha proseguito - delle conseguenze di tre anni di questo sforzo deliberato, di tre anni senza una leadership matura. Possiamo unirci senza di lui, attingendo alla forza interna alla nostra società civile".

Mattis condanna l'uso dell'esercito contro le proteste per la morte di George Floyd, definendo "abuso di potere esecutivo". "Quando entrai nell'esercito, circa 50 anni fa, feci un giuramento per sostenere e difendere la Costituzione. Non avrei mai sognato che che ai soldati che fanno lo stesso giuramento sarebbe stato ordinato in qualsiasi circostanza di violare i diritti costituzionali dei loro cittadini, ancor meno per una bizzarra photo op del commander in chief con a fianco la leadership militare", afferma.

"Probabilmente l'unica cosa che io e Barack Obama abbiamo in comune è che entrambi abbiamo avuto l'onore di licenziare Jim Mattis, il generale più sovrastimato del mondo", ha risposto Trump su Twitter.

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