Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Le richieste di contributi di solidarietà alle vittime di misure coercitive a scopo assistenziale sono al momento meno del previsto. L'anno scorso il Parlamento ha stanziato 300 milioni di franchi a questo scopo.

Dal primo dicembre 2016, sono state inoltrate 2536 domande all'Ufficio federale di giustizia (UFG), una cifra inferiore alle previsioni, addirittura "esigua", ha sottolineato oggi a Berna il delegato per le vittime di misure coercitive Luzius Mader, il quale spera che tutte le persone interessate facciano valere il loro diritto.

Il cosiddetto contributo di solidarietà vuole essere un segno di riconoscimento dell'ingiustizia subita dalle vittime e l'espressione della solidarietà nei loro confronti. Ogni persona riceverà un importo di al massimo 25'000 franchi.

Nel periodo dal 2014 al 2016, chi si trovava in condizioni finanziarie particolarmente precarie ha già potuto usufruire di un aiuto immediato: 1117 vittime hanno ricevuto importi da 4000 a 12'000 franchi. La cifra totale versata è ammontata a 8,7 milioni di franchi.

L'UFG tratta in modo prioritario le domande presentate da persone affette da una malattia grave comprovata, che hanno più di 75 anni o cui è già stato assegnato un aiuto immediato della Catena della Solidarietà o del Cantone di Vaud. Le altre domande sono esaminate in ordine di entrata.

L'obiettivo prioritario è fare in modo che le vittime ricevano il più presto possibile i contributi di solidarietà. I primi versamenti saranno effettuati da aprile 2018. Le persone che intendono far valere il loro diritto devono fare domanda entro il 31 marzo 2018.

SDA-ATS