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Mladic: ultranazionalisti a Belgrado, è nostro eroe

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 maggio 2011 - 21:19
(Keystone-ATS)

Oltre diecimila ultranazionalisti serbi hanno manifestato questa sera in una Belgrado blindata a favore di Ratko Mladic, l'ex generale serbo-bosniaco catturato giovedì scorso dopo 16 anni di latitanza, e in attesa di essere estradato al Tribunale penale dell'Aja (Tpi) con l'accusa di genocidio e crimini contro l'umanità.

Controllati a vista da massicci cordoni di agenti antisommossa, i dimostranti - tra musiche patriottiche e bandiere nazionaliste con l'effigie del "comandante" - hanno scandito a lungo slogan inneggianti a Mladic e contro il presidente Boris Tadic, definito uno "sporco traditore degli interessi della Serbia", avendo avallato la cattura dell'"eroe" e la sua consegna al Tribunale dell'Aja.

"La Serbia ha dignità e onore, e noi siamo venuti qui per lavare la vergogna che ci ha versato addosso Boris Tadic", ha detto ai dimostranti Dragan Todorovic, vicepresidente del Partito radicale serbo (Srs, ultranazionalista), organizzatore del raduno. Leader del partito è Vojislav Seselj, attualmente sotto processo al Tpi dell'Aja con l'accusa di crimini di guerra.

"Tadic non è la Serbia" si leggeva su un grande striscione sistemato intorno al palco allestito sulla spianata antistante il Parlamento nel centro di Belgrado. In tanti indossavano magliette con l'effigie di Mladic e lo slogan "È forse un crimine difendere la Serbia?". Numerosi gli striscioni e i cartelli con il ritratto dell'ex generale e slogan patriottici e nazionalistici.

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