Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

TEL AVIV - La dislocazione di forze della Nato, sotto comando americano, potrebbe garantire la stabilità di un futuro accordo di pace israelo-palestinese: lo ha affermato la scorsa notte il presidente dell'Anp Abu Mazen (Mahmud Abbas) in una intervista alla televisione commerciale Canale 2. Abu Mazen ha precisato che questo punto è già stato concordato con gli Stati Uniti e con la controparte israeliana, quando negoziava con il premier Ehud Olmert.
Abu Mazen ha aggiunto di non opporsi in principio ad uno scambio di territori fra Israele e il futuro Stato palestinese, anche se le loro dimensioni e la loro dislocazione non sono stati ancora definiti. "Le linee antecedenti dalla Guerra dei sei giorni (1967) devono essere alla base di un accordo - ha precisato il Rais. - Lo scambio di territori deve essere di eguale grandezza e rilevanza. Io ho sottoposto delle carte geografiche ad Olmert e lui me ne restituì altre. Ma poi Olmert fu oggetto di accuse (che lo obbligarono a rassegnare le dimissioni, ndr) e la questione si fermò "
Abu Mazen ha detto di non avere niente di personale contro l'attuale premier israeliano Benyamin Netanyahu, in quanto questi esprime il volere democratico del popolo israeliano. "E' mio dovere - ha precisato - lavorare con lui".
Il presidente palestinese si è poi dissociato dai progetti enunciati dal suo premier Salam Fayad di proclamare uno Stato palestinese indipendente entro il 2011. "Noi non siamo favorevoli a passi unilaterali" ha spiegato.
Abu Mazen ha quindi assicurato gli ascoltatori israeliani di essere in grado di ricomporre la crisi politica con Hamas. Si è anche offerto di mediare uno scambio di prigionieri che riporti in libertà Ghilad Shalit, il caporale israeliano prigioniero da quattro anni a Gaza. Sulla probabilità che presto vengano lanciati negoziati indiretti con Israele ha precisato che il primo maggio dovrà sottoporre alla Lega araba le idee presentategli dall'emissario statunitense George Mitchell. "Speriamo - ha concluso - che la loro reazione sarà positiva".

SDA-ATS