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L'ospedale universitario di Losanna (CHUV) esaminerà i resti del leader palestinese Yasser Arafat ancora quest'anno: l'Autorità palestinese ha infatti sollecitato gli esperti losannesi a procedere "al più presto" all'autopsia, a Ramallah, sul corpo dell'ex Rais. In precedenza proprio l'istituto di Radiofisica del CHUV aveva evidenziato livelli significativi di polonio sugli effetti personali di Arafat, riaccendendo così i sospetti sulle cause della sua morte avvenuta nel novembre 2004.

Lo ha indicato stasera la radio televisione della Svizzera romanda RTS, precisando di aver visionato le due missive inviate a inizio agosto dall'Autorità palestinese al CHUV. La vedova di Arafat avrebbe autorizzato l'autopsia.

Interrogato dalla RTS, il portavoce del CHUV Darcy Christen ha precisato che "tutta la corrispondenza che abbiamo avuto con l'Autorità palestinese dimostra che quest'ultima è pronta ad agire rapidamente e in modo pienamente cooperativo."

Secondo il professor François Bochud, direttore dell'Istituto di Radiofisica, la probabilità di trovare tracce di polonio, una sostanza radioattiva letale, supera il 50%.

Gli esperti elvetici da circa due settimane sono pronti a partire per Ramallah, ha aggiunto la RTS: finora mancava l'avallo della vedova del leader, Souha Arafat. Ora, il legale svizzero della donna ha indicato che è stato dato il via libera: "è lei ad aver voluto questa nuova indagine".

A fine luglio la vedova di Arafat aveva sporto denuncia contro ignoti dopo aver preso conoscenza dei test che avevano individuato sugli indumenti dell'ex leader palestinese quantità anormali di polonio.

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SDA-ATS