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La Corte di Gerusalemme ha condannato all'ergastolo uno dei tre ultrà ebrei che bruciarono vivo un anno e mezzo fa a Gerusalemme il ragazzino palestinese Mohammed Abu Khdeir e ha comminato 21 anni di carcere a un suo complice.

All'epoca dei fatti erano entrambi minorenni. Per il terzo responsabile - un adulto - la Corte si pronuncerà fra una settimana.

Il tribunale distrettuale di Gerusalemme ha inoltre ordinato a ciascuno dei due ultrà ebrei di risarcire la famiglia Abu Khdeir con una cifra di 30 mila shekel (oltre seimila euro).

Il terzo imputato, Yossef Ben David Haim, è già stato riconosciuto colpevole di aver rapito e bruciato Mohammad Abu Khdeir, ma in extremis ha sostenuto che la notte del delitto non era responsabile delle proprie azioni. La Corte ha espresso malumore per aver ricevuto una perizia psichiatrica solo nella fase conclusiva del processo e la prossima settimana, impresentabilmente, si esprimerà in merito.

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SDA-ATS