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TEL AVIV - I prossimi mesi saranno decisivi per il futuro del governo di Benyamin Netanyahu: o si registreranno progressi nei negoziati di pace con i palestinesi, oppure i laburisti lasceranno la coalizione per passare alla opposizione. L'avvertimento è giunto oggi dall' 'uomo forte' del partito laburista, il ministro Benyamin Ben Eliezer, durante una conferenza tenuta a Beer Sheba (Neghev).
Da tempo diversi dirigenti laburisti manifestano malumore per la politica del governo Netanyahu, sia sul piano diplomatico sia nelle questioni di carattere sociale. Ma finora le loro lamentele si sono sempre scontrate con la visione del leader del partito Ehud Barak, ministro della difesa, secondo cui la stabilità politica è di importanza critica in Israele in un periodo di gravi incognite di sicurezza: prima fra tutte, la questione iraniana.
Oggi Ben Eliezer ha comunque segnalato che anch'egli nutre una crescente impazienza. "Il popolo si sposta fortemente a destra" ha lamentato. "Oggi non c'è un leader di sinistra che possa sospingere il processo di pace". "Io personalmente non so cosa fare in questo governo, in assenza di un processo di pace" ha insistito il ministro che all'inizio degli anni Novanta era stato uno dei più accesi sostenitori degli accordi di Oslo con l'Olp, al fianco del premier laburista Yitzhak Rabin.
Giovedì Barak ha incontrato l'emissario statunitense George Mitchell - tornato nella Regione per proseguire i 'proximity talks' (negoziati indiretti) fra Israele e Anp - e ha assicurato che Israele farà il possibile per garantirne la riuscita. Ben Eliezer si è detto fiducioso che "entro alcune settimane" il processo di pace con i palestinesi prenderà quota. Ma in caso contrario, a quanto pare, unirebbe la sua voce a quelle di quanti in casa laburista contestano Barak e insistono per uscire dal governo.

SDA-ATS