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GAZA - Le teste dei dirigenti dell'Anp "saranno schiacciate" dai miliziani di Hamas se alle prossime trattative di pace con Israele gli uomini di Abu Mazen faranno compromessi "sul diritto del ritorno dei profughi, su Gerusalemme e sulla Palestina".
L'esplicita minaccia, espressa ieri a Gaza dal dirigente politico di Hamas Halil al-Haya, giunge mentre le relazioni fra l'Anp e il suo movimento sono di nuovo molto tese in seguito a misure limitative imposte di recente dai servizi di sicurezza di Abu Mazen in alcune moschee della Cisgiordania.
Secondo al-Haya l'obiettivo delle trattative che saranno avviate il 2 settembre a Washington è di "cancellare la presenza palestinese, consentire la ebraicizzazione di Gerusalemme e l'espansione degli insediamenti, e negare il diritto del ritorno". In questo stato di cose Hamas, secondo al-Haya, si attende dai palestinesi della Cisgiordania che "si sollevino" contro le trattative. "Abu Mazen e al-Fatah - ha insistito - non rappresentano la Palestina, nè Gerusalemme, nè i profughi nè la moschea di al-Aqsa". In ogni caso Hamas non riconoscerà alcun accordo "col nemico sionista", ha avvertito al-Haya.

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SDA-ATS