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NEW YORK - Hillary Clinton annuncia ufficialmente la ripresa dei negoziati diretti tra israeliani e palestinesi, con un summit che si svolgerà il 2 settembre alla Casa Bianca. Con una dichiarazione la segretaria di Stato ha così confermato quanto era stato anticipato dalla stampa americana, cioè che Barack Obama è riuscito a convincere il premier palestinese Benyamin Netanyahu e il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas ad incontrarsi a Washington per un summit che inizierà con una cena alla Casa Bianca il primo settembre.
La Clinton ha detto anche che il presidente Obama ha invitato il presidente egiziano Hosni Mubarak, il re Abdullah di Giordania e Tony Blair in qualità di inviato speciale del Quartetto per il Medio Oriente. La Clinton ha sottolineato come l'obiettivo è quello "di rilanciare i negoziati diretti per risolvere tutte le questione dello status finale che noi crediamo possano essere completate entro un anno".
La Clinton ha illustrato il formato del vertice, che prevede per il primo settembre incontri bilaterali del presidente Obama con i quattro leader e poi appunto la cena insieme a cui parteciperà anche Blair, e poi l'incontro del due. "È importante che le azioni di tutte le parti contribuiscano a far avanzare il nostro tentativo e non lo ostacolino" ha detto ancora la Clinton che comunque ha riconosciuto come la strada si presenti difficile e piena di incognite.
La Clinton, che ha anche annunciato un successivo incontro tra israeliani e palestinesi che si terrà il tre settembre al dipartimento di Stato dopo l'avvio formale dei negoziati diretti, ha precisato che i negoziati "dovranno svolgersi senza precondizioni ed essere caratterizzata dalla buona fede e dall'impegno per il loro successo".
Conclusa la dichiarazione la Clinton ha lasciato il podio all'inviato degli Stati Uniti in Medio Oriente, George Mitchell, che, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha precisato che tutte le questioni dello status finale saranno "sul tavolo della discussione", ma spetterà alle parti decidere quali affrontare. "Rimane una mancanza di sfiducia tra le parti, un residuo dell'ostilità sviluppata nei molti decenni di conflitto" ha poi riconosciuto.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accolto subito con favore l'invito appena rivolto dalla Clinton. "Raggiungere un accordo di pace è difficile, ma non impossibile", ha detto il premier, citato dal sito del quotidiano Yedioth Ahronoth.
Da parte loro, i palestinesi daranno una risposta formale più tardi, a conclusione di una preannunciata riunione del Comitato esecutivo dell'Olp convocata da Abu Mazen a Ramallah.

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SDA-ATS