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Le condizioni del giornalista palestinese Mohammed Al-Qiq, entrato in sciopero della fame due mesi fa dopo essere stato posto in detenzione amministrativa, stanno "deteriorandosi molto velocemente".

Lo hanno detto il coordinatore dei detenuti palestinesi, Ashraf Abu Sneineh, e il responsabile del dossier sui detenuti per l'Autorità nazionale palestinese Issa Qaraqe.

Il giornalista, originario di Hebron e impiegato presso il canale televisivo saudita Almajd, è stato arrestato dall'esercito israeliano il 21 di novembre scorso con l'accusa di essere un membro di Hamas sulla base di "un sospetto coinvolgimento in attività terroristiche".

Dal 24 dello stesso mese, Al-Qiq ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro la detenzione amministrativa, uno strumento giuridico che consente di detenere un sospetto senza presentare prove o giusto processo per un periodo di sei mesi, ma che può essere ulteriormente rinnovato.

L'ong Amnesty International ne ha richiesto recentemente la liberazione, accusando le autorità carcerarie e i servizi di sicurezza israeliani di aver utilizzato "una serie di misure per forzarlo ad interrompere lo sciopero della fame, alcune delle quali violano le proibizioni sulla tortura e il maltrattamento".

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SDA-ATS