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Diventano hippy di gran lusso le donne del dorato mondo della haute couture, e provano l'ebbrezza stordente delle figlie dei fiori.

Atelier Versace apre la rassegna parigina portando in passerella quello che l'alta moda non aveva mai osato, la moda libera che negava la moda. Le fanciulle che ormai tanti decenni fa si vestivano sensualmente di stoffe usurate dal tempo e dal sole mai avrebbe immaginato che un giorno sarte esperte avrebbero sfilacciato a mano, con spazzolina e pazienza certosina, metri e metri di delicato chiffon, per vestire ricche signore che di quel periodo, di quella ossessiva ricerca di libertà e alternativa non hanno forse neppure una vaga idea.

Le ragazze degli anni Sessanta, le giovani inquiete della beat generation camminavano sulla sabbia o sui prati di Woodstock, le modelle di Versace sfilano su una passerella di cristallo sospesa sopra 25 mila orchidee sistemate a mano, una per una, a formare un grande mosaico di tessere fucsia, giallo e viola. Stessi colori psichedelici e stessi fiori per la grande Medusa che fa da sfondo alla sfilata. In prima fila, le belle tra le belle, da Naomi Campbell a Natasha Poly, ultime sovrane del regno dorato delle top model.

Tutto cambia e tutto ritorna: il flower power di Donatella Versace si veste di lunghi abiti sinuosi, irregolari nell'orlo, dipinti a mano. Sono anche otto strati di chiffon impalpabile, sovrapposti e sfilacciati tanto da sembrare orlati di piume. Le maniche si aprono a calice sui polsi, ricordano le camicie hippie che uomini e donne portavano con nonchalance rubata all'oriente. Ma qui è tutto studiatissimo: dalle 300 alle 600 ore di lavoro per ogni abito, più è sciolto più è prezioso. Il velluto fil coupé a tralci di fiori sii unisce ai corsetti in striscioline di velluto che segnano il busto di voile trasparente. Un esile ramo trattiene il vestito sul collo e sembra arrampicarsi tra i capelli sciolti. Paillettes piccolissime e cristalli sottolineano le curve fasciate da pannelli di seta irregolari. Lo styling della sfilata prevede anche il tocco da rock star degli stivali in vernice con altissima platform, un modo per sdrammatizzare il lusso ma anche un'altra citazione di quei fatidici anni.

I vestiti sono lunghi o cortissimi, hanno tutte le sfumature dei petali, con tocchi sapienti di grigio e di nero. I corsetti canestrati di velluto si uniscono al pizzo che a sua volta si sovrappone alla maglia metallica, in un lavoro di abilità indescrivibile che riesce a conservare al tutto la leggerezza e il movimento indispensabili per la nuova hippie couture.

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SDA-ATS