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Terzo giorno consecutivo di protesta oggi a Chisinau, capitale della Moldavia, nella cui piazza centrale restano decine di tende e centinaia di manifestanti che continuano a chiedere le dimissioni del presidente Nicolae Timofti, alla guida del Paese dal 2012.

Ma il capo dello Stato non lascerà: "le sue dimissioni sono contro l'interesse del Paese", ha dichiarato oggi il capo dell'amministrazione presidenziale, Ion Paduraru.

"Non ci sarà alcun Maidan ma abbatteremo queste autorità senza violenza", ha replicato Andrei Nestase, leader della piattaforma civile 'Dignità e Giustizia', un movimento di opposizione creato da giornalisti, politologi e militanti della società civile che sostengono l'integrazione europea della Moldavia.

I manifestanti chiedono anche le dimissioni dei dirigenti della Banca centrale e del procuratore generale. La protesta, seguita con preoccupazione da Mosca nel timore di un nuovo Maidan in una ex repubblica sovietica, è stata originata dalla scomparsa di un miliardo di dollari dalle tre principali banche del Paese, una somma che equivale al 15% del Pil nazionale.

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SDA-ATS