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Migliaia di persone sono scese in piazza a Chișinău, capitale della Moldavia, per protestare contro la scelta del presidente della Repubblica, Nicolae Timofti, di nominare Pavel Filip, ministro delle telecomunicazioni, come candidato primo ministro.

I partiti di opposizione - la piattaforma civica di Dignità e Giustizia, i socialisti e Nostro Partito - hanno organizzato comizi e manifestazioni. Le principali strade del centro - riporta Interfax - sono chiuse al traffico.

"La codardia del presidente ha spinto la gente a scendere in piazza: staremo qui fino a che non otterremo le elezioni", ha detto il leader di Dignità e Giustizia Andrei Nastase. La polizia stima che circa 5mila persone abbiano preso parte alla protesta, organizzata presso la piazza della Grande Assemblea Nazionale.

In altri punti della città gli altri partiti di opposizione hanno tenuto comizi di protesta. "Il partito socialista non prenderà parte ai lavori del Parlamento se non quando verranno indette le elezioni anticipate", ha detto il suo leader Igor Dodon. Stando ai dati diffusi dalla polizia, circa 7mila persone hanno preso parte a questa protesta.

Secondo Interfax, manifestanti venuti dalle province a bordo di autobus stanno marciando dalla periferia verso il centro. L'ultima fase dello stallo politico è iniziata l'11 di gennaio quando la maggioranza parlamentare - considerata pro-Ue - ha proposto la nomina a primo ministro dell'oligarca Vlad Plahotniuc.

In seguito a una grande manifestazione popolare di protesta, il presidente non ha però ratificato la proposta e ha nominato Ion Paduraru, capo del gabinetto presidenziale, primo ministro 'entrante'.

I parlamentari hanno proposto allora una soluzione di compromesso e il presidente ha acconsentito, cancellando il precedente decreto e nominando Pavel Filip. Ma le opposizioni lo giudicano "un uomo di Plahotniuc". E dunque hanno rinnovato la protesta. Se un nuovo governo non sarà formato entro il 29 gennaio il parlamento verrà sciolto e saranno indette elezioni anticipate.

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SDA-ATS