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Moratinos: crisi Libia, la Svizzera si è attenuta a regole Schengen

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 giugno 2010 - 12:04
(Keystone-ATS)

BERNA - Nessun rimprovero da parte spagnola alla Svizzera nella gestione della crisi con il regime del colonnello Gheddafi: il ministro degli esteri Miguel Angel Moratinos, in un'intervista alla "Neue Zürcher Zeitung", afferma che Berna, stilando una lista nera di personalità libiche indesiderate, ha agito nel rispetto delle regole di Schengen.
Nello spazio Schengen, come risaputo, sono state cancellate le frontiere interne. È tuttavia possibile intervenire per evitare che vengano concessi visti validi a una persona, o un gruppo di persone provenienti da paesi terzi. La Svizzera, come membro associato a Schengen, non ha fatto altro che utilizzare questo strumento, "giudicando che la sua sicurezza nazionale era minacciata".
La Spagna, secondo Moratinos, intrattiene ottime relazioni con la Svizzera e con la Libia: proprio questa situazione ha permesso di avviare l'opera di mediazione. Madrid, che detiene la presidenza semestrale dell'Unione europea, si è decisa a scendere in campo dopo che le autorità libiche, in segno di ritorsione, avevano a loro volta sospeso la concessione di visti ai cittadini UE, andando a incidere negativamente sulle relazioni tra la Libia e alcuni stati europei.
La Germania, ha ancora detto Moratinos, è intervenuta subito nella crisi nella veste di mediatore, mentre l'Italia "ha compiuto passi in singole fasi della trattativa". La Spagna auspica ora che le decisioni del tribunale arbitrale istituito da Svizzera e Libia siano soddisfacenti per entrambi i paesi.

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