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Tre presunti ecoterroristi sono stati arrestati giovedì scorso nei pressi di Zurigo mentre si accingevano a compiere un attacco contro la succursale svizzera di un'impresa internazionale. Secondo fonti di stampa, uno di essi sarebbe un ticinese residente in Italia. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha confermato di aver aperto un'inchiesta, ma non fornisce i nomi né degli arrestati né dell'azienda.
I tre sono stati arrestati il 15 aprile nel corso di un controllo stradale della polizia cantonale zurighese a Langnau am Albis (ZH). Si tratta di due italiani e uno svizzero residente in Italia che si trovano attualmente in detenzione preventiva, ha detto il MPC confermando un'informazione diffusa dal "SonntagsBlick".
Nel loro veicolo sono stati sequestrati esplosivo e altro materiale che potrebbe servire alla fabbricazione di un ordigno. È stato inoltre trovato un volantino di rivendicazione che fa presupporre un progetto di attentato alla succursale di una società internazionale. Il caso, visto che concerne l'uso di esplosivi, è stato trasferito alla Procura federale, il 19 aprile, ha ancora precisato il MPC.
Secondo fonti di stampa lo svizzero arrestato è domiciliato nel Mendrisiotto, anche se fa l'agricoltore in Italia. Gli altri due sarebbero attivisti già condannati nel 2006 per aver appiccato il fuoco a residenze di politici e imprenditori italiani. Tutti e tre apparterrebbero al gruppo anarco-ecologista italiano "Il Silvestre".
La notizia del loro arresto era stata diffusa su un sito internet alternativo italiano dove i tre venivano definiti "compagni anarchici da anni attivi nelle lotte ecologiste radicali, per la liberazione animale, contro nocività come biotecnologie, nanotecnologie, nucleare, e nel supporto e sostegno solidale dei prigionieri".
Sempre secondo il "SonntagsBlick" l'obiettivo degli ecoterroristi era molto probabilmente il centro di ricerca europea dell'IBM a Rüschlikon (ZH), poco distante dal luogo dove la polizia li ha fermati.

SDA-ATS