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MPC: pochi mezzi per contrastare reati finanziari, intervista

Stefan Lenz: manca la volontà politica di fare pulizia nella piazza finanziaria svizzera. KEYSTONE/LUKAS LEHMANN sda-ats

(Keystone-ATS) Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) non dispone di mezzi sufficienti per contrastare in modo efficace casi complessi di criminalità transfrontaliera come la vicenda Petrobras.

Lo afferma, in un’intervista pubblicata dal giornale brasiliano “Folha de São Paulo”, l’ex procuratore incaricato del dossier Stefan Lenz, secondo cui manca la volontà politica di attribuire maggiori mezzi agli inquirenti e contribuire così alla “pulizia della piazza finanziaria elvetica”.

Nei casi di reati economici transfrontalieri il fattore decisivo è lo scambio di informazioni, ma in Svizzera gli “ostacoli legali” sono ancora elevati, sostiene ancora Lenz, che ha rassegnato le dimissioni dal Ministero pubblico nell’ottobre del 2016.

Nell’ambito dell’inchiesta Lava Jato sui fondi neri di Petrobras, considerata la Mani Pulite brasiliana, l’identificazione di transazioni sospette ha portato in Svizzera all’apertura di 60 procedimenti e alla confisca di oltre un miliardo di franchi, afferma Lenz, secondo il quale l’operazione è da considerare “il più grande complesso procedurale trattato finora dal MPC”.

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