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MPC rinuncia a perseguire generale ex diplomatico Sri Lanka

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 settembre 2011 - 17:21
(Keystone-ATS)

Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha rinunciato a perseguire l'ex viceambasciatore dello Sri Lanka Jagath Dias, pur ritenendo che nella fase finale della guerra civile nel suo paese (fine 2008-maggio 2009) si sia macchiato di crimini di guerra. Motivo: è poco verosimile che rimetta i piedi in Svizzera e fra le sue eventuali vittime non figurano cittadini elvetici.

Fino a qualche settimana fa Dias, generale dell'esercito dello Sri Lanka, era viceambasciatore del suo paese a Berlino, sede competente anche per la Svizzera e il Vaticano. All'inizio di settembre ha lasciato la Germania dopo due anni scarsi di servizio diplomatico, con un paio di settimane di anticipo, visto che il mandato sarebbe scaduto il 18 settembre.

Due organizzazioni non governative svizzere, l'Associazione per i popoli minacciali (APM) e l'Associazione svizzera per la lotta contro l'impunità (Track impunity always, Trial), avevano sporto il 3 agosto scorso denuncia penale a Berna per crimini di guerra. In una ordinanza di non entrata in materia datata 16 settembre, pubblicata sulla pagina web di Trial (www.trial-ch.org), la Procura federale scrive che aprirà un'istruttoria contro Dias se questi dovesse rimettere piede in Svizzera e non beneficiasse più dell'immunità diplomatica.

Diversi rapporti di organizzazioni in difesa dei diritti umani e uno di esperti dell'Onu sulla guerra civile nello Sri Lanka - si legge nell'ordinanza - hanno messo in evidenza l'implicazione personale di Dias negli attacchi contro la popolazione civile. Nell'ultima fase della repressione della guerriglia tamil, il generale comandava la 57esima divisione dell'esercito dello Sri Lanka, accusata di aver bombardato massicciamente insediamenti civili, ospedali e siti religiosi.

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