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NEW DELHI - Dopo un anno di udienze in tribunale, si è concluso oggi a Mumbai il processo contro Ajmal Kasab, unico sopravvissuto del commando terroristico venuto dal mare che il 26 novembre 2008 massacrò nella città indiana oltre 170 persone. Lo riferisce l'agenzia di stampa indiana Pti.
Chiudendo i lavori che hanno visto sul banco degli imputati il giovane pachistano e due complici indiani (Faheem Ansari e Sabauddin Ahmed), il giudice speciale M. L. Tahaliyani ha fissato per il 3 maggio la data della sentenza.
L'accusa ha cercato di dimostrare che l'attentato è stato opera del movimento terroristico pakistano Lashkar-e-Toiba (LeT) e che il commando di dieci persone che ha tenuto sotto scacco Mumbai per oltre due giorni è stato in permanente contatto durante l'azione con persone in Pakistan.
Da parte sua Kasab, difeso da un legale di ufficio, ha frequentemente cambiato la sua versione dei fatti, giungendo anche a sostenere di essere arrivato in India per lavorare a Bollywood e di essere stato portato sul luogo dell'attentato a forza dalla polizia.
L'India per tutto il periodo successivo al sanguinoso attentato ha accusato il Pakistan di scarsa collaborazione, in un braccio di ferro che ha peggiorato le relazioni fra i due paesi confinanti.

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SDA-ATS