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Anche se non è entrato volteggiando sopra il palco, ma sbucando da una nuvola di fumo luminoso come un prestigiatore, poco prima di iniziare il concerto con "Xdono" Tiziano Ferro ha già stregato migliaia di spettatori.

È da questa magia che ieri sera, al PalaAlpitour di Torino, è ripartita una nuova traversata d'Italia, questa volta ancora più completa, pensata nelle intenzioni del cantante italiano come chiusura di "un anno meraviglioso".

"Era assurdo che lo spettacolo degli stadi esaurisse il suo corso in due settimane e sei città e principalmente mi dispiaceva non essere arrivato al sud", ha raccontato prima del concerto Ferro che con questo tour europeo raggiungerà fra le altre Eboli, Bari, Acireale (sold out come tutte le 17 date italiane) e farà tappa anche in 5 città fuori dalla vicina Penisola (Zurigo, Ginevra, Monaco, Bruxelles e Lugano).

Il nuovo show al chiuso muove i passi dal tour estivo con un set che riprende i muri di LED ridimensionati per il nuovo contesto (da oltre 800 mq a 250 mq) ma sempre efficaci nel disegnare paesaggi a tre dimensioni sullo sfondo: "intimo ed eclatante", lo definisce Ferro, che per tradurre le fantasmagorie degli stadi non si è risparmiato adattando i temi dedicati a ogni capitolo del suo repertorio, dai raffinati design video dell'incipit melodico ("Sere nere", "Imbranato") ai raggi laser della sezione centrale elettronica ("Senza scappare mai più", "Stop! Dimentica").

Luci e cambi d'abito cospirano a sottolineare gli stati d'animo che dettano il ritmo della serata, ma in questo senso l'effetto speciale più importante è la voce stessa del protagonista, una voce capace di risuonare nel palazzetto e sovrastare quelle dei presenti che per due ore e mezzo non smettono di fare eco. La scaletta non sgarra dalla regola "tutti i singoli, solo i singoli" che si è imposta dal vivo in quest'anno di celebrazioni sbocciate nella raccolta "TZN - The Best of Tiziano Ferro" ora riedita con due cd e un dvd live: "Per le sperimentazioni e le divagazioni ci sarà tempo", ha detto il cantante anticipando un nuovo progetto discografico che potrebbe arrivare nel prossimo anno e promette ricco di sorprese e idee.

Così il concerto passa dall'R&B delle origini al raffinato pop dell'affermazione, scorrendo capitoli simboleggiati dai cambi d'abito (dallo smoking al doppiopetto rosso, dal giubbotto hip-hop a una giacchetta di pelle) come nei grandi show musicali: c'è anche il Tiziano più danzereccio, quello che si esibisce con un corpo di ballo di 5 elementi su "L'olimpiade", "Il vento", "Le cose che non dici" e "Raffaella è mia", una sezione funestata questa sera da problemi al microfono. Nessun problema audio invece ha rovinato i momenti più emozionanti del concerto coincidenti con canzoni come "La differenza tra me e te", "L'amore è una cosa semplice", "Ti scatterò una foto" e "La fine" su cui il palazzetto ha intonato in coro a squarciagola.

Ma è sui bis che il live raggiunge letteralmente il suo apice, quando sulle note di "Non me lo so spiegare" Ferro si eleva di 4 metri dal suolo sopra un palchetto che si erige dalla passerella: un finale che nella sua spettacolarità cerca di rivaleggiare con le magie dell'estate e a suo modo ci riesce, in una dimensione più raccolta che esalta il contatto con i fan, "intima ed eclatante" per dirla con Tiziano Ferro.

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SDA-ATS