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I musulmani bosniaci condannano il terrorismo motivato dalla religione e sono devoti ai valori della Svizzera.

È quanto risulta da una dichiarazione comune sottoscritta a Sarajevo tra il gran mufti Husein Kavazovic, capo spirituale dei maomettani locali, e il responsabile delle chiese protestanti elvetiche Gottfried Locher.

La dichiarazione comune è stata firmata il 12 maggio in presenza del presidente bosniaco Bakir Izetbegovic, indica una nota odierna della Federazione svizzera delle chiese protestanti (FEPS).

Nel documento si menziona esplicitamente che tutti gli esseri umani sono liberi di scegliere la propria religione. Nel "Sarajevo Message", i musulmani bosniaci rivendicano ugualmente la democrazia, lo stato di diritto e l'uguaglianza dei diritti tra uomini e donne "a somiglianza di quanto si pratica in Svizzera".

Il gran mufti Kavazovic ha dichiarato che i Bosniaci appartengono all'Europa e sono preoccupati per l'influenza crescente nel loro paese delle monarchie del Golfo. Per questo motivo vanno rafforzati i legami col Vecchio continente e con la Svizzera.

Da parte sua, Gottfried Locher ha lodato la formazione universitaria impartita agli imam locali da parte della facoltà islamica di Sarajevo. "Questo islam europeo, sostenuto dalla riflessione accademica, può essere un interlocutore per noi protestanti svizzeri".

In Svizzera, stando ai dati dell'Ufficio federale di statistica del 2015, vivono 14 mila musulmani (dai 15 anni in su) di nazionalità bosniaca. Globalmente, nel nostro Paese risiedono 325 mila musulmani.

SDA-ATS

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