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Un vulcano in Nuova Zelanda, inattivo da oltre un secolo, è entrato in eruzione con nubi di cenere che si sono levate fino a 6000 metri, costringendo a rimanere a terra decine di voli interni, mentre diverse strade sono state chiuse. Il Tongariro, uno dei tre vulcani nel centro dell'isola del nord, la cui cima di 1978 metri è in un parco nazionale, è tornato attivo poco prima della mezzanotte locale con forti esplosioni, spettacolari fiammate e getti di vapore, sparando rocce fino a un km di distanza, ma non si ha notizia di feriti.

Secondo gli scienziati l'eruzione, non accompagnata da colate di lava, è stata causata da vapore piuttosto che da nuova roccia fusa. È stata preceduta da settimane di moderata attività e di emissione di gas, indicando che del materiale fuso si muoveva nel vulcano, ma a parte i 20 minuti di scosse sismiche, attorno al cratere non vi è stata attività significativa prima o dopo, ha riferito il vulcanologo Brad Scott. "Non c'è modo di sapere cosa avverrà nei prossimi giorni", ha aggiunto.

La Nuova Zelanda è situata lungo la 'cintura di fuocò all'incontro delle placche tettoniche australiana e del Pacifico, ed è scossa da 15 mila eventi sismici all'anno, oltre ad essere interessata da forte attività vulcanica. L'eruzione più grande fu quella del vulcano Ruapehu nel 1953, che distrusse un ponte ferroviario, facendo deragliare un treno su cui morirono 151 persone.

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SDA-ATS