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Nessun passo avanti concreto: l'incontro svoltosi oggi a Berna tra i presidenti armeno Serge Sarkissian e azero Ilham Aliev sul conflitto che oppone i due paesi in merito alla regione del Nagorno Karabakh non ha permesso di avvicinare le rispettive posizioni.

I due presidenti hanno discusso dei recenti incidenti lungo la linea di demarcazione ed espresso preoccupazione per la presenza di armi pesanti e per le vittime civili da esse provocate, secondo quanto scrive il cosiddetto "Gruppo di Minsk", il team dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) che da anni si adopera per giungere a una soluzione pacifica della vertenza.

I presidenti hanno comunque "confermato la loro disponibilità a continuare gli sforzi su proposte riguardanti un accordo attualmente in fase di negoziazione", ha detto l'OSCE nella sua dichiarazione.

La regione separatista del Nagorno-Karabakh, abitata in maggioranza da armeni, è stata teatro di una guerra che ha provocato 30'000 vittime e centinaia di migliaia di rifugiati. Un cessate il fuoco è stato firmato nel 1994 ma Baku e Erevan non riescono ancora a trovare un accordo definitivo sullo status della regione che rappresenta tuttora una fonte di tensioni nel Caucaso meridionale.

Sarkissian e Aliev sono stati accolti stamane dal consigliere federale, e ministro degli esteri, Didier Burkhalter, che si è intrattenuto separatamente con entrambi, ma che non ha partecipato ai colloqui.

Burkhalter ha ribadito la volontà della Svizzera di continuare ad appoggiare gli sforzi in vista di una soluzione pacifica del conflitto e ha invitato le parti a rinunciare a qualsiasi atto di violenza. "Il Caucaso meridionale è una regione prioritaria per la Svizzera in materia di politica di pace", ha fatto sapere.

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SDA-ATS