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Una grande vittoria secondo la consigliera nazionale Ada Marra (PS/VD)

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

Un voto che rappresenta una vittoria magnifica e inattesa per gli uni, un rischio per la Svizzera agli occhi degli altri: sono assai disparate le reazioni al netto sì di popolo e cantoni alla naturalizzazione facilitata di giovani della terza generazione.

"È una grande gioia e una grande soddisfazione per me oggi", ha affermato la consigliera nazionale Ada Marra (PS/VD), in prima linea fra i favorevoli, ai microfoni della RTS. La deputata di origini pugliesi è particolarmente felice per il sì dei cantoni, che non si aspettava. "Sono senza parole, avevo preparato il mio discorso pensando che il popolo avrebbe detto sì e i cantoni no", ha aggiunto.

È una grande vittoria perché dimostra come non si possa mischiare tutto, ha detto Marra facendo riferimento al manifesto dei contrari con la donna in niqab. La consigliera nazionale aveva fra l'altro personalmente promesso una ricompensa a chi avrebbe trovato una giovane di terza generazione in burqa.

Analoga la reazione del collega di partito vallesano Mathias Reynard. "Eravamo molto preoccupati riguardo all'esito dei cantoni", ha detto. Ma l'"aggressiva campagna" dei contrari non ha funzionato. Molto si è giocato sulle reti sociali e sul terreno, per esempio attraverso le associazioni di italiani e di spagnoli.

Fra i contrari domina per contro la delusione. "Le conseguenze delle naturalizzazioni senza controllo saranno visibili solo fra alcuni anni", ha indicato all'ats il responsabile della campagna per il no, il consigliere nazionale Andreas Glarner (UDC/AG). Secondo il democentrista oggi decisivo è stato anche il voto delle persone che hanno ricevuto il passaporto rossocrociato negli ultimi anni.

Glarner continua anche a considerare "eccellente" il manifesto con la donna in niqab che tanto ha fatto discutere nelle scorse settimane. Dello stesso avviso si è detto anche il consigliere nazionale Jean-Luc Addor (UDC/VS): la questione dell'Islam era centrale, perché nella naturalizzazione il tema cardine è rappresentato dall'identità.

"Vi è ora il pericolo che i cantoni abbassino la guardia in materia di concessione del passaporto rossocrociato, considerando oltre tutto che la Svizzera già naturalizza molto", ha proseguito Addor, in un colloquio con l'ats. Un altro rischio è che si moltiplichino i casi di stranieri naturalizzati che ritengono il passaporto dal colore rosso unicamente come un pezzo di carta, alla stregua dei soldati svizzeri che in passato hanno posato con una bandiera albanese.

A suo avviso i votanti hanno creduto alla promessa che la concessione della cittadinanza non sarà automatica: ma a questo riguardo è lecito dubitare, perché vi sono cantoni che hanno tendenza a rinunciare alle audizioni, anche per le naturalizzazioni ordinarie, osserva Addor.

Secondo il consigliere nazionale vallesano bisognerebbe inoltre rivedere il diritto ad avere una doppia nazionalità.

SDA-ATS

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