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Proposte "assolutamente insufficienti" che non affrontano il problema chiave della riforma delle regole di Dublino III per arrivare a un'equa ripartizione tra tutti i Paesi dell'Unione europea (Ue) dei migranti irregolari e dei richiedenti asilo.

Così, in un rapporto approvato oggi a larghissima maggioranza, l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (Apce) boccia sostanzialmente il piano messo a punto dall'Ue e ora sul tavolo del vertice straordinario di Bruxelles.

Nel rapporto, l'Apce chiede di "riformare la regola di Dublino per introdurre la condivisione tra tutti gli Stati membri dell'Unione europea delle responsabilità e dei costi per l'accoglienza e la gestione degli immigrati irregolari e dei richiedenti asilo attraverso un sistema di quote basata sulla popolazione e le risorse economiche di ciascun paese". I parlamentari ritengono infatti che le misure annunciate fino a questo momento e ora sul tavolo del summit Ue "siano assolutamente insufficienti". La richiesta di modifica della regola di Dublino e l'inserimento di quote è frutto di un emendamento voluto e appoggiato da una parte dei parlamentari italiani.

Nel rapporto si chiede inoltre di "rafforzare con urgenza attraverso un aumento dei contributi di tutti gli Stati Ue, l'operazione di salvataggio dei naufraghi" poiché è riconosciuto che le recenti morti "sono in parte la conseguenza della fine dell'operazione Mare Nostrum e della mancanza di solidarietà dei Paesi delle Ue". Per l'Apce bisognerebbe anche aumentare le vie legali per l'entrata dei migranti in Europa, per esempio facilitando l'accesso alle riunificazioni familiari e ricorrendo ad altri strumenti richiesti dall'Alto commissario per i rifugiati delle Nazioni Unite.

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SDA-ATS