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Nave Costa, 3 morti, Svizzeri tutti salvi

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 gennaio 2012 - 20:56
(Keystone-ATS)

È di tre morti, due turisti francesi ed un peruviano, e di 40 feriti, di cui due gravi, il bilancio dell'incidente della nave da crociera Costa Concordia avvenuto questa notte al largo dell'isola del Giglio. A bordo anche 69 svizzeri - di cui uno rimasto ferito -, tutti salvi.

L'ambasciata svizzera a Roma ha inviato personale nei porti di Santo Stefano e Savona, dove sono stati trasferiti molti dei sopravvissuti al naufragio, ha indicato all'ats il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). La rappresentanza elvetica è in contatto permanente con le autorità locali.

Verifiche sono in corso sulle persone non ancora rintracciate, il cui numero è attualmente di 41. Non si può ancora parlare di dispersi.

Frattanto la macchina della giustizia si è messa in moto. Il comandante della nave Francesco Schettino e il primo ufficiale in plancia, Ciro Ambrosio sono in stato di fermo. I reati contestati al comandante sono omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave mentre c'erano ancora molti passeggeri da trarre in salvo.

Le autorità hanno posto sotto sequestro l'imbarcazione, così come la scatola nera che ha registrato le comunicazioni con la capitaneria di porto di Livorno.

La nave, che è adagiata su un fianco appoggiata al fondale, presenta sulla fiancata sinistra uno squarcio lungo almeno 70 metri con una grande roccia incastrata nella chiglia. Ha un'inclinazione di oltre 80 gradi dalla parte opposta dove anche ci sono segni di collisione.

Mentre si cerca di evitare il disastro ambientale tenendo sotto controllo le oltre duemila tonnellate di gasolio presenti nei serbatoi, sono molti gli interrogativi sulla dinamica iniziale dell'incidente: secondo alcuni passeggeri la nave sarebbe stata fuori rotta di alcune miglia. Sicuro l'impatto con uno scoglio, forse prima con un banco di sabbia, anche se non si conoscono ancora le cause: errore umano o tecnico. Sarà l'inchiesta a determinare la causa del naufragio.

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