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Nave Costa: non mollerò, dice Schettino

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 gennaio 2012 - 18:37
(Keystone-ATS)

C'è una cosa che oggi, a Meta di Sorrento (Napoli), colpisce più delle altre. Che tanti, davvero tanti, parlano del comandante Francesco Schettino al passato.

"Era un bravo comandante, era una brava persona", quasi come se una parte di lui non ci fosse più. Accade lungo le strade che guardano dritto al mare. Accade mentre lui, Schettino, è chiuso dentro casa, agli arresti domiciliari. È sempre più provato, il comandante, oggi anche sospeso dalla Costa. I morti, i dispersi, le accuse. "È in questi momenti che sta davvero rivivendo quanto è successo", racconta chi gli sta accanto. E sono gli stessi momenti, questi, in cui Schettino dice ai suoi: "Non mollo e non mollerò".

Ora che ha tutto il mondo contro, Schettino, racconta chi fa parte del suo ambiente familiare, vuole "dimostrare a tutti che è sul serio un comandante". Soprattutto di se stesso. Insomma, ha intenzione di dimostrare che non tutto quello che si sta dicendo in questi giorni è vero.

Di sicuro anche oggi il suo paese e i suoi uomini di mare hanno alzato un muro di silenzio intorno a lui e alla sua famiglia. E c'è un sentimento che, tra la gente, sembra prevalere sugli altri: la pietà. "Franco ci fa pena, dal punto di vista umano - dice Luigi Gherardi, ex marittimo - sta subendo tutti gli attacchi possibili ed immaginabili. Errare è umano, non siamo mica tutti padreterni. È un essere umano e a volerla dire tutta ora abbiamo anche paura che possa fare una sciocchezza".

Giuseppe Tito, assessore comunale al Bilancio, nonchè suo vicino di casa, conferma: "Questo è forse il momento più difficile, perchè sta rivedendo davanti ai suoi occhi quello che è successo, insomma è ora che se ne sta rendendo conto". Ha parlato con la sorella, l'assessore: "È una famiglia distrutta, merita il silenzio di tutti noi".

Qualcuno, oggi, chiama in causa anche la Costa. "Se Franco ha sbagliato, la colpa se la deve prendere anche la Costa - dice Giovanni - non possono mollarlo così, perchè anche loro hanno un bel pò di responsabilità".

Intanto, la Costa, Schettino lo ha sospeso: non prenderà le sue difese, dice l'avvocato De Luca. Ed oggi, poi, c'è anche la storia della moldava: "Non c'entra nulla, non c'è nulla di male", dice Gaetano Perrusio.

Davanti a casa del comandante, accanto allo striscione che gli dice di "non mollare", oggi sono comparse anche scritte contro la stampa, le tv, Maroni e quella parte d'Italia che ha definito Schettino "terrone incapace". Insomma, contro la gogna mediatica e gli insulti che il comandante sta incassando.

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