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Nazionale: responsabilità solidale, decisione rinviata in autunno

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 maggio 2012 - 18:20
(Keystone-ATS)

Il Consiglio nazionale oggi non ha voluto introdurre il principio della responsabilità solidale tra le misure di accompagnamento alla libera circolazione. Con 94 voti contro 86 e sei astenuti si è opposto a sanzioni per imprese che cedono attività in subappalto a gruppi rei di non rispettare le condizioni di lavoro vigenti in Svizzera. La questione, rielaborata, dovrebbe tornare sui banchi della Camera del popolo nella sessione autunnale.

Con 15 voti contro 8 la Commissione dell'economia e dei tributi (CET) aveva raccomandato al plenum di rendere l'imprenditore principale responsabile del mancato rispetto delle condizioni legali da parte di una società a cui ha attribuito lavori in subappalto. Concretamente, ha spiegato oggi a nome della CET Christoph Darbellay (PPD/VS), "se il salario orario è di 20 franchi e il subappaltatore paga solo cinque franchi, toccherà all'impresa principale metterci i 15 che mancano".

"Il problema è che un subappaltatore polacco, che di fatto si limita ad una bucalettere o a un numero di telefono, non risponde della sua responsabilità perché è inaccessibile", ha detto l'altro "portavoce" della CET, Corrado Pardini (PS/BE). Darbellay ha ricordato che "anche le piccole e medie imprese (PMI) hanno formulato richieste in questo senso", per evitare la concorrenza sleale.

UDC, vari esponenti del PLR, del PPD e dei Verdi liberali hanno però imposto la loro visione: la responsabilità solidale comporterebbe oneri amministrativi eccessivi per le imprese. Jean-François Rime (UDC/FR), neopresidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), ha sostenuto che le conseguenze della responsabilità solidale non sono chiare e ha chiesto un approfondimento della questione.

Anche il consigliere federale Johann Schneider-Ammann è stato critico. La responsabilità solidale toccherà soprattutto gli imprenditori svizzeri, che dovranno farsi garanti degli altri. Meglio rinviare il dossier in autunno, in modo da poter studiare i dettagli, ha detto il direttore del Dipartimento federale dell'economia (DFE), che ha promesso alla CET un rapporto per il mese di agosto.

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