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Gli Svizzeri pagano troppo quando utilizzano all'estero il loro telefonino. È l'opinione del Consiglio nazionale che a larghissima maggioranza - 162 voti favorevoli, 12 contrari e 9 astenuti - ha approvato una mozione UDC che chiede al governo di fissare prezzi di roaming più bassi.

In settembre, il Nazionale aveva già adottato una mozione simile presentata dal PS. La commissione preparatoria del Consiglio degli Stati ha però invitato i "senatori" a respingere la proposta. Con questa decisione, la Camera del popolo ha quindi voluto mantenere la pressione su quella dei Cantoni, ha spiegato Natalie Rickli (UDC/ZH). Gli Stati si pronunceranno infatti la settimana prossima.

La ministra delle comunicazioni Doris Leuthard aveva invitato i deputati a respingere la mozione. Per la consigliera federale, l'introduzione unilaterale di prezzi massimi più bassi per le tariffe di roaming permetterebbe sì di diminuire la fattura dei consumatori finali, ma non i prezzi che gli operatori telefonici elvetici devono pagare ai loro partner europei.

"Quando si viaggia all'estero basta munirsi di una carta SIM di un operatore locale per evitare tariffe di roaming eccessive", ha spiegato Leuthard. Secondo le associazioni di difesa dei consumatori, gli Svizzeri pagano ogni anno 400 milioni di franchi di troppo a causa dell'assenza di prezzi massimi.

Nell'Unione europea tutti gli operatori di telefonia mobile sono tenuti ad applicare un piano di tariffazione roaming approvato dal Parlamento europeo. Attualmente, le tariffe massime sono di 0,29 centesimi di euro al minuto (IVA esclusa) per le chiamate effettuate, di 0,08 centesimi per quelle ricevute e di 0,09 centesimi per gli SMS. I dati non possono essere fatturati più di 0,70 centesimi al Megabyte (ed è stato fissato un tetto massimo di 50 euro al mese). Questi prezzi saranno ulteriormente ridotti nei prossimi anni.

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SDA-ATS