Navigation

Nazionale per liberalizzazione apertura negozi stazioni servizio

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 maggio 2012 - 17:14
(Keystone-ATS)

I negozi ubicati nelle stazioni di servizio dovrebbero poter restare aperti di notte e di domenica. Con 105 voti contro 73, il Consiglio nazionale si è pronunciato per questa liberalizzazione. I sindacati, contrari, hanno già minacciato di lanciare un referendum. L'oggetto va dapprima agli Stati.

Elaborata sulla base di un'iniziativa parlamentare di Christian Lüscher (PLR/GE), questa liberalizzazione permette alle stazioni di servizio di offrire costantemente prodotti e prestazioni che rispondono alle necessità dei viaggiatori. Tale liberalizzazione si applica ai negozi delle stazioni di servizio situati nelle aree autostradali e lungo i grandi assi stradali.

Per evitare problemi d'interpretazione, il Consiglio federale avrebbe preferito restare alla terminologia attuale: "lungo gli assi di transito importanti, molto frequentati dai viaggiatori", al posto di parlare semplicemente di "grandi assi". Sebbene ciò non cambi le cose, ha ammesso il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann. Tuttavia, il plenum, con 97 voti contro 84, non ha voluto dargli retta.

Secondo il diritto in vigore, le stazioni di servizio non possono impiegare il personale per vendere certi articoli tra l'una e le cinque del mattino o la domenica. Durante questi periodi, esse devono chiudere l'accesso a una parte della loro area di vendita, benché i dipendenti siano comunque presenti per la distribuzione di carburante o nella caffetteria.

Si dovrebbe invece avere la possibilità di acquistare qualche cosa d'altro che sandwich raffermi o caffè freddo, ha sottolineato Lüscher. Per la maggioranza di destra, l'arricchimento dell'assortimento disponibile di notte e di domenica comporterebbe uno sgravio amministrativo per le ditte interessate e sarebbe favorevole ai clienti.

La sinistra non ha affatto condiviso queste teorie. Nella liberalizzazione vede un ulteriore degrado delle condizioni di lavoro. Uno sfruttamento degli impieghi notturno e domenicale sarà inevitabile. Così facendo, si aprirà la porta a un'estensione del lavoro notturno in altri settori: personale addetto alle pulizia, di sorveglianza, fornitori. Senza contare l'aumento del traffico stradale e i rischi di furti e rapine.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?