Navigation

Nba: non diremo a squadre cosa possono dire o non dire

Il numero uno della lega del basket americana, Adam Silver. KEYSTONE/AP/JAE C. HONG sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 08 ottobre 2019 - 15:04
(Keystone-ATS)

"I valori di uguaglianza, rispetto e libertà d'espressione hanno da sempre caratterizzato la Nba e continueranno a farlo. L'Nba non si metterà nella posizione di fissare regolare su quello che giocatori, dipendenti e proprietari di squadre possono o non possono dire".

Lo afferma il numero uno della lega del basket americana, Adam Silver, dopo le critiche cinesi per il tweet del manager dei Rockets di Houston a sostegno di Hong Kong e la sospensione della trasmissione delle partite Nba da parte della televisione Cctv.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.