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Un ex allenatore neocastellano di calcio è stato condannato oggi a 8 mesi di carcere con la sospensione condizionale per due anni: è stato riconosciuto colpevole di atti sessuali e coazione nei riguardi di 4 adolescenti di cui si occupava. La difesa farà ricorso.

La vicenda è salita alla ribalta nel 2012, quando i genitori di diversi giocatori junior - di età dai 13 ai 14 anni - hanno denunciato l'ex quadro del Neuchâtel Xamax. I ragazzi lo hanno accusato di palpeggiamenti mentre praticava loro massaggi dei muscoli adduttori. Le molestie sarebbero avvenute in casa dell'allenatore o sul posto di lavoro, nel periodo che va dal 2010 al 2012.

L'uomo, che nel frattempo non svolge più alcun ruolo nel club, ha sempre negato categoricamente qualsiasi gesto o comportamento a connotazione sessuale con i suoi giovani giocatori. La difesa ha sostenuto dal canto suo che si è soltanto trattato di voci alimentate da gelosie, conflitti e vendette personali.

Il Tribunale regionale di polizia di Boudry (NE) ha invece prestato fede alle testimonianze degli adolescenti, aggravando persino la richiesta di pena - 6 mesi sospesi - formulata dal pubblico ministero, che durante il processo ha abbandonato l'accusa di atti sessuali, trasformandola in violazione del dovere d'assistenza o di educazione.

I giovani - ha sottolineato la Corte nella sentenza - considerano tuttora l'uomo come un buon allenatore, ma hanno descritto in modo convincente le sofferenze psichiche provocate dai gesti subiti, avvenuti in circostanze torbide, alla frontiera fra la sfera professionale e quella privata.

Oltre ad allenarli, l'uomo proponeva pure ai ragazzi un sostegno scolastico privato e altre attività. Secondo la Corte, l'ascendente che l'uomo aveva sui giovani giocatori superava i limiti dell'ammissibile.

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SDA-ATS