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Il Consiglio di Stato di Neuchâtel ha discusso oggi della nuova assenza per motivi di salute, di una durata non ancora determinata, di Yvan Perrin. Il ministro cantonale dell'UDC è stato ricoverato in clinica ieri in seguito ad una ricaduta del "burn-out" che lo aveva già portato questa primavera ad assentarsi per cinque settimane.

L'esecutivo ha deciso di non fissare alcun limite per il ritorno in governo del magistrato, sottolineando che il funzionamento delle istituzioni è garantito. Nella nota diramata oggi non è neppure evocata l'eventualità delle sue dimissioni. Una decisione al riguardo non dovrebbe intervenire prima di lunedì.

Il governo, che ha affrontato l'argomento durante una seduta straordinaria, prende atto del ritorno in clinica di Perrin. Nella nota odierna, assicura la propria comprensione "per il dramma umano che sta vivendo". I quattro membri dell'esecutivo hanno inviato un messaggio di sostegno al collega.

Come durante la precedente indisponibilità, i quattro membri del Consiglio di Stato neocastellano si ripartiranno le responsabilità dei dossier del magistrato UDC. L'assenza di quest'ultimo - assicura tuttavia il governo neocastellano - "non intaccherà la dinamica positiva nella quale il cantone si è avviato negli ultimi mesi".

Posta sotto pressione, l'UDC neocastellana indica in un comunicato odierno di aver l'intenzione di discutere della situazione con Perrin, "allo scopo di poter rispondere alle domande e alle attese dei neocastellani".

Per il momento, Perrin non è tuttavia in grado di prendere una decisione a causa dei farmaci che gli sono somministrati, indica il segretario politico del partito, Jean-Charles Kollros. "Il fine settimana sarà propizio alla riflessione", ha aggiunto. A suo avviso, una decisione non sarà presa prima di lunedì.

Non appena sarà possibile, una delegazione del comitato dell'UDC farà visita a Perrin. La sezione neocastellana è tuttavia divisa in merito alle eventuali dimissioni del suo "ministro": mentre alcuni membri ritengono opportuno di lasciare a Perrin un'"ultima opportunità", altri chiedono che si dimetta, "per rispetto per lui".

Il partito ha l'intenzione di prendere rapidamente una decisione, ma non vuole cedere alla precipitazione ed evitare di mettere la pressione sul consigliere di Stato assente. "Non vogliamo essere i becchini di Yvan Perrin", spiega Kollros.

In assenza di disposizioni che permettano di destituire i membri di un esecutivo, la decisione di dimettersi spetta esclusivamente a Perrin. Un progetto di modifica della Costituzione e di due leggi sarà sottoposto prossimamente al Gran Consiglio. La loro approvazione dipenderà in ultima istanza dal popolo.

Secondo il Consiglio di Stato, una destituzione - riservata alle situazioni eccezionali - deve essere possibile soltanto se è riunita una maggioranza dei tre-quarti del Gran Consiglio.

SDA-ATS