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Negozi: in 10 anni 2800 in meno in Svizzera, ma in Ticino di più

Meno negozi in Svizzera. KEYSTONE/WALTER BIERI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 13 dicembre 2019 - 16:25
(Keystone-ATS)

Il commercio al dettaglio è in fase di contrazione in Svizzera, perlomeno per quanto riguarda quello stazionario: negli ultimi 10 anni sono stati chiusi 31'400 negozi e ne sono stati aperti 28'600 di nuovi, con una flessione di 2800 unità.

Ma il Ticino è in controtendenza, mostrando la maggiore crescita netta fra tutti i cantoni, rivela oggi uno studio di Crif, società attiva nel campo dell'azione antifrode, dei controlli di solvibilità e dell'informazione per aziende e privati.

A livello nazionale gli anni fra il 2009 e il 2015 hanno registrato un calo netto di punti vendita: nel 2016 vi è stata invece una ripresa, confermata anche nel 2017 e nel 2018. Ma quest'anno si è registrato nuovamente un forte divario fra chiusure (2900) e aperture (2300) di attività, spiega Crif, che basa la sua analisi sulle iscrizioni al registro di commercio.

Le disparità regionali sono comunque importanti. In Ticino si osserva la maggiore progressione netta, con 1418 cessazioni e 1670 fondazioni di attività (+252); una tendenza che è confermata anche dai dati del 2019 (195 e 123: saldo +72). Il cantone italofono è seguito da Lucerna, Argovia, Friburgo e Svitto.

I Grigioni si confermano invece in linea con il trend nazionale (843 e 705: saldo -138). Particolarmente negativo, con un bilancio di 1000 negozi chiusi al netto, si presentano Berna e Vaud. Zurigo è stabile, perdendo circa 100 unità di vendita.

Il maggior numero di chiusure è stato osservato in Svizzera per i negozi di abbigliamento (2000), le edicole (1700), i generi alimentari (1400), le apparecchiature informatiche e software (1400), gli articoli sportivi (1100), nonché fiori e piante (1000).

Sul fronte delle nuove aperture dominano edicole (2100), abbigliamento (2000), generi alimentari (1800), negozi di fiori (1400), commercio di oggetti d'arte (1100) e articoli sportivi (1000).

Se si confrontano le cancellazioni con le nuove fondazioni, i negozi di apparecchiature informatiche hanno registrato il calo più marcato, con oltre il 50% di attività in meno. Una crescita negativa è mostrata anche da articoli sportivi e abbigliamento. Sale per contro il numero di negozi di fiori, negozi specializzati di generi alimentari e chioschi.

Molte delle attività appena fondate spariscono velocemente. Il 30% dei 28'600 nuovi negozi aperti nell'ultimo decennio ha dovuto chiudere: un quinto abbassa le saracinesche terminato un solo anno di attività e il 18% dopo due anni.

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