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L'oppositore russo Boris Nemtsov in un'immagine del 2011.

KEYSTONE/AP/ALEXANDER ZEMLIANICHENKO

(sda-ats)

È stato condannato a 20 anni di reclusione Zaur Dadayev, presunto assassino dell'oppositore russo Boris Nemtsov. La pubblica accusa ieri aveva chiesto il carcere a vita. Gli altri quattro imputati sono stati condannati a pene dagli undici ai 19 anni.

Il 29 giugno la giuria popolare aveva giudicato colpevoli e non meritevoli di sconti di pena i cinque alla sbarra, tutti di etnia cecena.

Nemtsov fu ucciso la notte del 27 febbraio di due anni fa mentre attraversava con la sua compagna un ponte vicino alle mura del Cremlino.

Le condanne sono state emesse dal tribunale militare distrettuale di Mosca. I cinque condannati sono solo gli esecutori del delitto. Come nel caso della giornalista Anna Politkovskaia, non è infatti ancora stata fatta luce sui mandanti dell'assassinio.

Familiari e alleati del politico ucciso non nascondono però i loro sospetti su Ramzan Kadyrov, l'uomo forte del presidente russo Vladimir Putin in Cecenia più volte accusato di gravi violazioni dei diritti umani e che in passato è persino arrivato a rivolgere minacce ad alcuni oppositori.

SDA-ATS