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"Escludo in modo assoluto che l'assassinio di Nemtsov possa essere stato compiuto senza autorizzazione del potere": lo dice, in un'intervista a Le Monde in edicola oggi pomeriggio, l'oppositore russo Alexei Navalny, amico di Boris Nemtsov.

Blogger anticorruzione, 38 anni, più volte in carcere, Navalny parla anche della riapparizione del presidente Vladimir Putin, "scomparso" per una decina di giorni: "le versioni più semplici - dice - sono spesso le migliori, forse era malato. Ma questo dimostra che Putin non è un fattore di stabilità come si crede in Occidente, dove pensano che questo Paese sia, certo, diretto da un tipo bizzarro, ma che controlla l'arma nucleare. In realtà, è sparito e, per 10 giorni, ci ha mostrato immagini troncate. Il Cremlino ha cercato di compensare l'assenza con dichiarazioni altisonanti preregistrate sulle armi nucleari o l'ispezione di forze armate messe in allerta. Nella realtà russa è routine, ma si trasforma in grandi dichiarazioni per dimostrare che siamo soli contro il resto del mondo".

Quanto all'omicidio di Nemtsov, Navalny afferma: "posso confermare che, essendo stato anch'io sotto il controllo dei servizi di sicurezza e informazione russi come lo era lui, è impossibile che questi non abbiano visto i killer e quello che si stava preparando. O hanno agito insieme, o hanno lasciato fare".

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SDA-ATS