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Nepal: bufera neve, forse decine mancano ancora all'appello

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 ottobre 2014 - 17:33
(Keystone-ATS)

Nonostante le autorità nepalesi abbiano ripetutamente considerato concluse le operazioni di ricerca di cadaveri ed eventuali superstiti della tragedia che ha colpito una settimana fa il circuito di trekking dell'Annapurna, le associazioni nepalesi del settore hanno ipotizzato oggi che fra dieci e 30 persone manchino ancora all'appello. Lo scrive il quotidiano The Himalayan Times.

Ufficialmente le vittime del disastro sono una quarantina, di cui quasi la metà stranieri, mentre le persone salvate sono state oltre 500, di cui quasi 300 stranieri.

Ancora oggi la neve ha restituito tre cadaveri a Manang e Thorong, fra cui quello di una donna israeliana, mentre squadre di soccorritori si sono mossi per tutta la giornata cercando di localizzare i dispersi. Keshav Pandey, coordinatore dei soccorsi della Associazione delle agenzie di trekking del Nepal (Taan), ha dichiarato che i parenti di almeno dieci escursionisti stranieri cercano ancora di avere notizie di loro cari che si trovavano in zona.

Da parte sua Lal Prasad Gurung, direttore del Progetto di conservazione dell'area dell'Annapurna (Acap), ha alzato il numero dei dispersi basato su segnalazioni dei famigliari ad "alcune decine".

Infine Deepak Raj Adhikari, uno dei responsabili delle ricerche in corso della Taan, ha chiarito esse mirano a localizzare le persone bloccate ancora in vita, perché purtroppo i cadaveri di eventuali altre vittime potranno essere recuperati solo quando le nevi si scioglieranno.

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