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KATHMANDU - A un mese dalla caduta del governo, continua la crisi politica nella giovane repubblica del Nepal. Per la terza volta in due settimane, il parlamento provvisorio non è riuscito ieri a eleggere un primo ministro a causa delle forti divisioni tra i partiti politici. Il nuovo voto è ora fissato per venerdì.
Il candidato favorito, il capo degli ex ribelli maoisti e ex premier Pushpa Kamal Dahal, detto Prachanda, non ha ottenuto la maggioranza dei voti per via dell'astensione in blocco del partito comunista e dell'alleanza dei partiti "madhesi", che rappresentano le popolazioni della pianura meridionale del Terai. Stesso risultato negativo per il suo unico rivale, Ram Chandra Poudel, del Congresso Nepalese, tradizionale partito dell'establishment politico nepalese.
L'aspirante primo ministro ha bisogno per essere eletto della maggioranza dei 601 seggi dell'assemblea legislativa provvisoria, eletta due anni fa dopo il rovesciamento della monarchia e la detronizzazione di re Gyanendra. Ma nessuno dei "big three", i tre partiti principali (maoisti, comunisti e Congresso), ha i numeri sufficienti per vincere. A fare da ago della bilancia sono quindi i partiti minori del Terai, che non hanno mai avuto partecipazione politica, ma che ideologicamente sono più vicini agli ex ribelli. Ma finora tutti i tentativi per formare un'intesa di governo sono caduti nel vuoto.

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SDA-ATS