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Sono saliti a 3.617 i morti del terremoto di sabato in Nepal, secondo un nuovo bilancio diffuso oggi a Kathmandu dalla polizia. I feriti sono quasi 7.000.

Almeno 200 alpinisti e guide nepalesi sono bloccati nella zona del monte Everest per le valanghe causate dal terremoto. Ieri circa 70 feriti sono stati trasportati a valle e trasferiti con gli elicotteri in diversi ospedali a Kathmandu. Intanto gli istituti sismologici confermano che, alle 10 ora svizzera, da nove ore e mezza non si sono registrate più scosse.

Emergenza sfollati, ancora nessun soccorso

Decine di migliaia di sfollati hanno passato la seconda notte all'addiaccio a Kathmandu e negli altri centri della vallata colpiti dal sisma di sabato.

Le autorità nepalesi non sono riuscite ad organizzare per ora la distribuzione di acqua, cibo e generi di prima necessità. Molte famiglie, tuttavia, si sono attrezzate con mezzi di fortuna, portando da casa tende, materassi e il necessario per cucinare.

C'è il timore del diffondersi di malattie per la mancanza di servizi igienici e della raccolta della spazzatura e nella maggior parte della capitale manca ancora la corrente elettrica e quindi molti servizi, come i telefonini e bancomat sono fuori uso. Internet è stato ripristinato soltanto stamane.

L'aeroporto, intanto, è stato preso di assalto da decine di turisti stranieri, soprattutto vacanzieri indiani, ma anche diversi europei che sono in lista di attesa per rientrare. L'India ha organizzato dei voli speciali per evacuare i connazionali.

Nella notte si sono ridotte le scosse di assestamento e quindi diversi nepalesi sono ritornati ai posti di lavoro stamane in auto e in moto. A Durbar Marg, popolare area commerciale, circolano dei taxi e dei risciò a pedali, mentre alcuni spacci e trattorie hanno riaperto.

Sono circa 6,6 milioni le persone colpite dal sisma in 30 distretti del Nepal, ha riferito l'ufficio dell'Onu a Kathmandu. Ieri una nuova forte scossa di magnitudo 6.7 ha colpito il Nepal alle 9.09 ora svizzera. L'epicentro è stato localizzato 17 Km a sud di Kodar e le tv indiane segnalano che il sisma è stato avvertito in tutta l'India settentrionale.

Più o meno alla stessa ora una grande valanga ha colpito nuovamente il campo base sull'Everest, dove ieri sono morte almeno 22 persone, secondo quanto indica il portavoce del ministero del Turismo.

Colletta per Nepal e Siria

La Catena della solidarietà ha lanciato una raccolta di fondi in favore delle vittime del terremoto in Nepal. Diverse organizzazioni di aiuto svizzere sono già sul posto: in una prima fase si concentreranno sull'aiuto urgente, ma fin da subito verranno anche verificate le necessità della ricostruzione.

La Catena della solidarietà ha avviato anche una colletta in favore della Siria e dei profughi del Mediterraneo. Chi dona (tramite il conto postale 10-15000-6 o su internet) ha la possibilità di scegliere i destinatari, scrivendo "Nepal" o "Siria". In assenza di indicazioni il denaro sarà diviso in parti uguali fra i due settori.

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SDA-ATS