Si fa più netta la flessione del mercato automobilistico in Svizzera e Liechtenstein: su base annua in settembre le vetture nuove immatricolate sono diminuite del 17% a quota 20'409.

In agosto il calo, sempre nel raffronto col dato di dodici mesi prima, era stato del 7%, indica una nota diramata oggi dall'associazione nazionale degli importatori auto-svizzera.

Stando all'organizzazione, la diminuzione è da ricondurre all'introduzione dei nuovi test di omologazione dei veicoli nuovi (WLTP).

Tra gennaio e settembre, le immatricolazioni di vetture uscite dalla fabbrica sono state 225'286, in diminuzione del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2017. Il calo si spiega in particolare con l'evoluzione delle vendite di automobili con motore diesel: nel periodo in esame ne sono state censite 67'974, in calo del 20,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La flessione è ancora più marcata per il solo mese di settembre: -29,1% dal 2017 al 2018.

Il cambio di preferenze, dall'auto a diesel a quella a benzina, è un fenomeno che quest'anno ha riguardato tutta l'Europa. I veicoli a diesel emettono più polveri sottili e particolato, dannosi per l'uomo e quindi messi al mirino in diverse città, ma quelli a benzina generano maggiori quantità di CO2.

Auto-svizzera ritiene che malgrado il rallentamento, anche quest'anno, per l'ottava volta consecutiva, dovrebbe essere superata la soglia delle 300'000 auto vendute.

Il passaggio ai test WLTP, relativi a consumi ed emissioni di CO2, ha richiesto sforzi importanti per i costruttori, fatto che ha provocato un ritardo nell'omologazione di certi tipi di veicoli. Da settembre solo le vetture che rispettano le nuove norme di emissione Euro 6c o 6d possono essere importate nella Confederazione.

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