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Niger: sette ministri ancora detenuti, missione Onu-Africa

NIAMEY - Sette ministri del governo del presidente del Niger Mamadou Tandja, rovesciato giovedì da un colpo di stato, sono ancora nelle mani della giunta che aveva invece assicurato di averli liberati tutti.
Lo hanno detto oggi fonti dell'ex partito al potere, l'Mnsd, mentre nel paese si susseguono le manifestazioni di appoggio alla giunta militare ed una delegazione internazionale in rappresentanza di Onu e paesi africani è arrivata a Niamey per investigare sulla situazione.
Secondo le fonti, i ministri ancora nelle mani degli insorti sono i responsabili di interno, finanze, esteri, trasporti, infrastrutture, difesa e giustizia. In una dichiarazione letta oggi il presidente dell'Mnsd "chiede la liberazione immediata e senza condizioni del presidente Mamadou Tandja e dei membri del governo arbitrariamente detenuti" dalla giunta. Il partito del presidente "condanna energicamente" il colpo di stato compiuto "con il pretesto di una situazione politica tesa" e chiede che la transizione verso la democrazia "sia la più breve possibile".
"Per incontrare le autorità attuali ed informarsi di quanto avviene nel paese", è giunto oggi il presidente della Commissione della comunità economica degli stati dell'Africa dell'ovest Mohammed Ibn Chambas. Con lui c'é anche Said Djimnnit, rappresentante dell'Onu per l'Africa occidentale, e Ramtane Lamamra, commissario per la pace e la sicurezza dell'Unione africana.
Secondo la radio nazionale, anche oggi migliaia di persone hanno partecipato a marce in varie città del paese per esprimere il sostegno alla giunta militare.

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