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Saranno resi noti domani i primi risultati delle elezioni presidenziali in Nigeria: lo ha annunciato il presidente della Commissione elettorale, Attahiru Jega.

Il voto, però, è stato macchiato da violenze e denunce di irregolarità, oltre che dai problemi tecnici legati alle nuove tessere elettroniche che hanno imposto di tenere aperti anche nella giornata di domenica 348 dei 150.000 seggi.

Gli attacchi dei Boko Haram hanno causato una quarantina di morti nel nord-est, tra cui una trentina di decapitati con una motosega nel villaggio di Buratai, nello Stato del Borno. In attesa di sapere chi l'avrà spuntata tra il presidente uscente Goodluck Jonathan, cristiano del sud, e l'ex generale golpista Muhammadu Buhari, musulmano del nord, l'opposizione dell'All Progressives Congress (APC) ha accusato il Capo dello Stato di essere responsabile dell'uccisione di suoi attivisti nello Stato meridionale di Rivers, dove il voto sarebbe stato "una farsa".

Nella capitale di Port Harcourt c'è stata una manifestazione dell'Apc per denunciare che lì "le elezioni non si sono svolte". L'Apc ha denunciato irregolarità anche in un altro Stato meridionale, l'Imo. Il timore è che ci possano nuove violenze tra le fazioni politiche come quelle che scoppiarono dopo la vittoria di Goodluck nel 2011 in cui morirono 800 persone nel nord a maggioranza musulmana. Il segretario generale dell'Onu, Ban ki-moon, peraltro, si è rallegrato con la Nigeria per elezioni svoltesi in modo "per lo più pacifico e ordinato", in cui gli attacchi di Boko Haram non hanno impedito alla gente di andare a votare "a fronte di violenze ingiustificabili".

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SDA-ATS