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Nigeria: petrolio; Onu accusa Shell e governo per inquinamento

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 agosto 2011 - 21:23
(Keystone-ATS)

Un rapporto delle Nazioni Unite ha criticato la compagnia petrolifera Shell e il governo della Nigeria per aver causato per 50 anni un inquinamento da petrolio nella regione del delta del Niger che richiederebbe un'operazione di 'ripulitura' decennale, fino a 30 anni: sarebbe la più massiccia operazione del genere mai effettuata, con un costo iniziale stimato a un miliardo di dollari.

Il Programma dell'Onu per la protezione dell'ambiente (Unep) ha analizzato i danni causati dall'inquinamento petrolifero nella regione di Ogoniland, nel delta del Niger.

La Shell e la compagnia petrolifera statale nigeriana posseggono la maggior parte delle infrastrutture petrolifere in Ogoniland, anche se la compagnia anglo-olandese è stata costretta ad abbandonare le attività nella regione nel 1993, dalle comunità locali che la avevano accusata di aver distrutto le loro riserve di pesca.

La società ha smesso di estrarre greggio dall'Ogoniland dopo una campagna condotta dallo scrittore e attivista Ken Saro-Wiwa, in seguito impiccato dal governo militare nigeriano tra le proteste della comunità internazionale.

"Ripristinare l'ambiente nell'Ogoniland potrebbe rivelarsi la più vasta e lunga operazione di ripulitura mai affrontata", afferma un rapporto dell'Unep reso pubblico oggi.

"Il controllo e la manutenzione delle infrastrutture dei campi petroliferi nella regione sono stati, e restano, inadeguati: le procedure della Shell non sono state applicate, causando così problemi di salute pubblica e di sicurezza".

Ieri il colosso petrolifero anglo-olandese ha ammesso la propria responsabilità in due gravi maree nere, nel 2008 e 2009, e che una comunità della regione, i Bodo, poteva poteva chiedere un indennizzo in una corte britannica.

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