Potrebbero costare fino a 10 anni di carcere al numero uno dell'Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, Carlos Ghosn, le accuse di irregolarità finanziarie, secondo le norme del Financial Instruments and Exchange Act in vigore in Giappone.

Lo riferisce Automotive News Europe.

Da Parigi arrivano chiare indicazioni sul fatto che anche Renault, pur non avendo accuse da muovere al suo numero uno, si appresterebbe a interrompere il rapporto con Ghosn ben prima della scadenza naturale del contratto prevista per il maggio 2019.

Come era già stato anticipato dall'Ansa, sono diversi i candidati alla sua successione (che dovrebbe riguardare anche Nissan), primo fra tutti l'attuale numero due di Toyota Didier Leroy (che ha iniziato la sua carriera proprio alla Renault nel 1982).

Intanto emergono altri dettagli sull'ormai ex CEO dell'Alleanza oltre che dei singoli gruppi, arrestato ieri in Giappone con l'accusa di avere falsificato i risultati finanziari e di aver utilizzato indebitamente beni dell'azienda per scopi personali.

Come riporta il sito francese Liberation.fr - che ha intervistato Stéphane Heim, professore dell'università di Kyoto e specialista nel settore automotive - il 'torto' più rilevante che Ghosn ha fatto a Nissan riguarderebbe il ruolo di responsabile dell'immagine dell'impresa, che "in Giappone è molto importante".

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