Navigation

No alla discriminazione basata sull'orientamento sessuale

La consigliera federale Karin Keller-Sutter. KEYSTONE/PS sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 17 dicembre 2019 - 15:12
(Keystone-ATS)

In futuro, nessuno potrà essere discriminato in ragione della sua omo-, etero- o bisessualità.

È quanto prevede l'estensione della cosiddetta norma antirazzismo approvata dal Parlamento e contro la quale è stato lanciato il referendum. Il voto si terrà il 9 di febbraio.

A tale riguardo, oggi la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha invitato il popolo ad approvare tale aggiunta, sostenendo che la libertà di espressione verrà garantita.

Esprimendosi davanti ai media, la ministra di giustizia e polizia ha dichiarato che i dibattiti d'opinione resteranno possibili, come ad esempio quelli attuali sul "matrimonio per tutti". Insomma, ciascuno potrà continuare a esprimere la propria opinione, anche critica, come pure le proprie convinzioni religiose. Sarà vietato invece ciò che è profondamente lesivo della dignità umana.

"Ma non sarà più possibile diffondere l'odio e invocare la discriminazione o la violenza contro le persone omosessuali o bisessuali", ha sottolineato Keller-Sutter. Ristoranti, cinema, cinema, alberghi non potranno più rifiutare i clienti per il fatto che sono omosessuali.

La libertà di espressione non è un lasciapassare per l'incitamento all'odio e alle molestie. Ha i suoi limiti, ha sottolineato dal canto suo il consigliere agli Stati Beat Rieder (PPD/VS). "L'odio non è un'opinione", ha spiegato.

Per finire davanti a un giudice a causa di un comportamento discriminatorio o incitante all'odio, dovranno essere presenti varie condizioni: le parole o gli atti dovranno essere commessi in pubblico. Una discussione nella cerchia familiare o tra amici, ad esempio al tavolo di un bar, non è dunque contemplata, ha specificato la ministra PLR di san Gallo.

Il comportamento dovrà inoltre essere intenzionale, ossia se si cerca di deliberatamente di colpire qualcuno. Infine, sarà punibile soltanto un comportamento che lede la dignità umana, negando diritti a una persona o trattandola come inferiore.

La consigliera nazionale Laurence Fehlmann Rielle (PS/GE) ha richiamato ancora una volta l'attenzione sui giovani. Sono più vulnerabili sia in termini di salute che di carriera scolastica.

Diversi studi hanno dimostrato che i tentativi di suicidio sono più frequenti tra le giovani donne omosessuali (14,3%) e i giovani omosessuali (6%) che tra i giovani eterosessuali (2,8%) o eterosessuali (1,2%). Anche la comunità LGBTI ha maggiori probabilità di fare uso di droghe e alcol.

Attualmente il Codice penale (articolo 262) protegge dalla discriminazione e dall'odio fondati sull'appartenenza razziale, etnica o religiosa. Chiunque violi questa disposizione è passibile di una pena detentiva fino a tre anni o di una pena pecuniaria.

La cosiddetta norma antirazzismo, in vigore dal 1995, ha permesso ai giudici, secondo Keller-Sutter, di sviluppare una giurisprudenza che accorda grande importanza alla libertà d'espressione. Il Parlamento, approvando un'iniziativa di Mathias Reynard (PS/VS) ha modificato la norma aggiungendovi il criterio della discriminazione sessuale.

Un comitato composto in particolare da rappresentanti dell'Unione democratica federale e dei Giovani UDC ha lanciato il referendum contro questa modifica legislativa.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.