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Il governo norvegese è intervenuto ieri sera bloccando uno sciopero del settore petrolifero, scongiurando all'ultimo minuto un previsto blocco della ricca produzione, che avrebbe dovuto scattare alla mezzanotte.

"Ho dovuto prendere questa decisione per proteggere gli interessi vitali della Norvegia", ha detto la ministra del lavoro, Hanne Bjurstroem, subito dopo un incontro con i sindacati dei lavoratori e delle imprese petrolifere. E il sindacato ha ordinato la ripresa del lavoro. Il negoziatore per l'unione dei petrolieri (Olf), Jan Hodneland ha affermato che "si tratta di una scelta responsabile quella fatta dal governo".

Nel tentativo di fermare uno sciopero dei circa 700 lavoratori del settore iscritti a due sindacati che durava dal 24 giugno, l'Olf giovedì aveva annunciato il "lock-out", cioè la chiusura degli impianti petroliferi, a partire dalla mezzanotte. La minaccia di blocco, in mancanza di un accordo, ha indotto il governo a intervenire in extremis, giungendo a un'intesa con i sindacati, che protestano contro l'arbitrato obbligatorio sulle loro pensioni.

Ora la compagnia statale Statoil intende far ripartire la produzione offshore e quella dei campi petroliferi di Oseberg, fa sapere la stessa società. "Potrebbero volerci uno o due giorni per far ripartire l'estrazione e Statoil si aspetta di tornare a pieno regime entro una settimana", si legge in una nota.

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SDA-ATS